Consigliera di parità
Sai chi è la Consigliera provinciale di parità?
Sai come riconoscere una discriminazione?
Sai chi ti può aiutare?
COME RICONOSCERE LE DISCRIMINAZIONI NELL’AMBIENTE LAVORATIVO E A CHI RIVOLGERSI
CHI E’ LA CONSIGLIERA PROVINCIALE DI PARITA’
La Consigliera provinciale di parità è una figura istituzionale prevista dalla Legge 10 aprile 1991 n. 125 "Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro", recentemente modificata dal Decreto Legislativo 23 maggio 2000 n. 196.
La Consigliera di parità è un organismo di garanzia e vigilanza nel rispetto della legislazione di parità. Le sue funzioni sono rivolte all’attuazione dei principi di pari opportunità.
DI CHE COSA SI OCCUPA
Si occupa della promozione delle politiche di pari opportunità da parte dei soggetti pubblici e privati che operano nel mercato del lavoro e svolge funzioni di controllo, di garanzia e di legittimazione in giudizio contro le discriminazioni individuali e collettive nel lavoro.
La Legge n. 125 del 1991 e il Decreto Legislativo n. 196 del 2000 per prima cosa definiscono il concetto stesso di discriminazione (ciò è fondamentale per individuarla e combatterla).
Secondo la Legge n. 125/1991 : "è discriminazione qualsiasi atto, patto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole discriminando, anche in via indiretta le lavoratrici e i lavoratori in ragione del sesso".
Queste Leggi stabiliscono inoltre che le Consigliere provinciali di parità hanno facoltà di agire in giudizio su delega della lavoratricie o del lavoratore, ovvero di essere al loro fianco nei giudizi promossi.
Alla Consigliera di parità si possono rivolgere, in forma totalmente gratuita, donne e uomini che ritengono di essere discriminate/i.
Per i casi individuali, su mandato dell’interessata/o, la Consigliera di parità potrà promuovere conciliazioni presso la Direzione Provinciale del Lavoro e/o produrre ricorso giudiziale perchè il giudice accerti la discriminazione e ordini un piano di rimozione di tale situazione

